Storie di sentieri cinghiali e torrenti...
Storie di sentieri cinghiali e torrenti...
Appuntamento alle 18:40 a casa mia con i pards Tommy ed il mitico Don "paperotto" Ginex.
Risalendo col treno la valle del Torrente Letimbro guardo il livello dell'acqua crescere di minuto in minuto...i 30mm di poggia preventivati nella giornata odierna stanno aumentando esponenzialmente ma il lavoro per la preparazione del percorso del "CINGHIALTRACKS 6" richiama i nostri cinghiali nel bosco. I due giovani amici mi stanno aspettando davanti al cancello di casa in sella ai loro KTM sotto una pioggia battente...
Carichiamo il Suzuki giallo con tutta l'attrezzatura necessaria: decespugliatore nuovo di zecca donato dal nonno, motosega, paletti di legno preparati ad hoc da Fede "la ressia", frecce plastificate blu confezionate a mano dal "Presidente"...non manca proprio nulla.
Saliamo sul gippino, svuotiamo la capotte di tela dall'acqua che si era accumulata e partiamo in direzione del fatidico tratto di percorso che le autorità ci hanno imposto di percorrere per terminare le opere di pulizia e segnaletica.
In circa 20 minuti di sterrato su strade che si stanno trasformando in torrenti, risaliamo la PS3 e raggiungiamo la vetta del Bric Curnò. Abbandoniamo Tommy armato di decespugliatore col compito di creare una traccia visibile fino all'ingresso nel bosco mentre io e Gino proseguiamo per segnalare il tratto che verrà percorso, in parte, in doppio senso di marcia (!?!?!...i nostri voleri erano ben altri!!!) e che permetterà di raggiungere il secondo ristoro nella Cascina Sarvagliona ormai ribattezzata "Domus Selvatica" dopo la scoperta di documenti che ne attestano la presenza già agli albori del XIII° secolo!
Naturalmente per evitare il pericolo di far incrociare chi scende con chi sale, abbiamo sdoppiato le tracce mantenendole parallele ed utilizzando per la discesa quella molto apprezzata del vecchio "cinghial" edizioni '06, '07, e '08 opportunamente rivista.
Dopo due ore sotto le fronde che più che fronde paiono decine di telefoni doccia sembriamo più trote che esseri umani...
L'acqua ha ormai inumidito i nostri indumenti più intimi e la luce del giorno inizia a lasciare il posto alle tenebre.
Terminiamo l'ultimo tratto sotto la Cascina della Cisa e ci rifugiamo sul Suzuki bagnati fradici...quando Tommy se ne esce con la grandiosa idea:
"perchè non facciamo un tuffo alla seconda diga?"...La scintilla di pazzia che spesso percorre i nostri occhi si accende all'improvviso e spogli delle vesti intrise d'acqua corriamo nell'erba alta a piedi nudi verso le torbide acque del Rio Ferranietta in piena urlando a squarciagola:"...non siamo dei conigli, noi siamo dei cinghiali!!!"
F.S.
martedì 15 giugno 2010
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