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    <title>CinghialTracks</title>
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    <description>FERRANIA (SV)</description>
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      <title>All Collina Tour 2011 - Resoconto</title>
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      <pubDate>Mon, 14 Nov 2011 16:25:21 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Voci/2011/11/14_All_Collina_Tour_2011_-_Resoconto_files/ACT_2011_-5-filtered.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Media/object000_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:132px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ieri, domenica 13 novembre, si è svolta la seconda edizione del raduno di Mountain Bike denominato “All Collina Tour”, un giro ideato per racchiudere, in un colpo solo, i più bei sentieri del comprensorio boschivo delle colline dell’entroterra savonese.&lt;br/&gt;Si sono presentati alla partenza ben 33 impavidi cinghial-bikers con rappresentanze genovesi, cuneesi, savonesi e locali. Una splendida giornata di sole ha reso le temperature miti e gradevoli ed ha acceso i brillanti colori del bosco in abito autunnale.&lt;br/&gt;Purtroppo, causa alcuni imprevisti tecnici non siamo riusciti a percorrere l’intero anello previsto ma abbiamo comunque raggiunto i target di 1400 m di dislivello in soli 33 km di sentieri, ma soprattutto tutti sono rimasti entusiasti per la bellezza dei posti attraversati e dei sentieri percorsi.&lt;br/&gt;Gran finale con mangiata alla Domus Selvatica con polenta innaffiata da ottimo vino rosso.&lt;br/&gt;Ancora grazie a tutti i partecipanti e allo staff organizzativo che ha permesso realizzare questa bellissima escursione alla scoperta di un territorio selvaggio in compagnia di vecchi e nuovi amici.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Filippo “wild”</description>
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      <title>Tracce di cinghiali sul tetto dell'Africa</title>
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      <pubDate>Thu, 6 Oct 2011 21:36:27 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Voci/2011/10/6_Tracce_di_cinghiali_sul_tetto_dellAfrica_files/Kilimanjaro-24-filtered.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Media/object003.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:132px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Sono le 6:41 e dopo oltre sei ore di marcia ci troviamo incredibilmente ad ammirare un mare di nuvole sospeso a 3000m. L’ombra del Kilimanjaro, generata da una rossa palla infuocata che abbiamo atteso a lungo, si proietta per decine di chilometri come una massiccia freccia ad indicare la direzione dell’ovest.&lt;br/&gt;Terreno desertico di roccia vulcanica sulla quale si posano bianchi ghiacci che, senza speranza, scendono lentamente a valle.&lt;br/&gt;Ed ecco così che, accompagnati dalle nostre guide Alex e Paul abbiamo raggiunto Uhuru peak, la cima della libertà! E’ proprio una sensazione di liberà e leggerezza che si prova a 5895 m dopo aver camminato per oltre 40 km e aver asceso 5600m di dislivello lungo la suggestiva Machame Route.&lt;br/&gt;Un percorso che dalla Foresta tropicale ti permette di attraversare differenti ambienti, fino a raggiungere i ghiacciai perenni del tetto d’Africa. Un’emozione immensa che cresce di giorno in giorno, un sogno  di diversi mesi che finalmente si realizza ma che in pochi minuti svanisce e resta solo un ricordo da mantenere gelosamente vivo dentro noi stessi.&lt;br/&gt;Siamo partiti cinque giorni fa da Machame Gate, alle falde del Kilimanjaro. Il nostro gruppo è composto da cinque portatori capitanati da Salomon, Zawadi il cuoco, Paul aiuto guida, Alex guida, Chiara ed io.&lt;br/&gt;Abituati come siamo a trekking solitari sulle Alpi, ci sembra di partire per la campagna di Russia con tutto questo equipaggio a nostra disposizione.&lt;br/&gt;Ogni portatore non può portare più di 20 kg di carico viste le recenti norme del parco atte a proteggere i portatori stessi limitando il carico consentito.&lt;br/&gt;Ed è così che lunedì 5 settembre iniziamo l’ascesa del Kilimanjaro.&lt;br/&gt;Primo giorno: dopo le operazioni preliminari di controllo del carico dei portatori lasciamo Machame Gate verso l’ora di pranzo. Il sentiero sale all’ombra della foresta su ripidi gradini intagliati nella terra, alternato a brevi tratti in piano. Si segue una linea di crinale sul versante sud-ovest della grande montagna. Veniamo superati, ad ogni passo, dai portatori che corrono verso Machame Hut per preparare il campo per la sera. Percorriamo circa 11km per 1200m D+ di dislivello positivo in circa 4 ore di cammino. Arrivati al campo troviamo montata la tenda cucina e la “dining tent” che sarebbe la nostra “sala da pranzo”. Salomon ci annuncia “water for wash”, tradotto in due ciotole di acqua tiepida per lavarsi mani e viso. Pop corn e the caldo e verso le 18:00 cena servita a base di zuppa di verdure, riso e sugo di carne e verdure. Ancora the prima di addormentarci verso le 20:00 fra il brulicare delle decine forse meglio dire centinaia di portatori che vagano di tenda in tenda alla ricerca dei loro amici.&lt;br/&gt;Secondo giorno: sveglia alle sette con the servito in tenda, “water for wash”, colazione a base di uova e salsicie, porridge, penso sia l’unica cosa al mondo che mi faccia venire il voltastomaco, pane tostato e miele. Alle 8:30 partiamo in compagnia di Paul mentre Alex controlla lo smontaggio del campo. La vegetazione si fa via via più rada man mano che si sale di quota. Passati i 3500mslm non restano che arbusti carichi di lunghi licheni e cespugli adornati di fiori bianchi. Qua e là alcune bellissime piante di seneci dalle spesse foglie verdi come cappello. Questa è una breve tappa di acclimatamento che in 5 km, 880m D+ e 100m D- ci conduce allo Shira Hut posto a quota 3860mslm. arriviamo fra i primi al campo, un breve riposo e camminata di acclimatamento per vedere gli altopiani ad ovest in direzione Lemosho. Il cielo si apre e le nuvole lasciano finalmente intravvedere la sagoma del Kibo sullo sfondo di un cielo turchese. Roccia rossa e alcune macchie bianche che indicano i ghiacciai appesi alla vetta. Cala la notte e una stupenda stellata fa da cornice alla grande montagna africana.&lt;br/&gt;Terzo giorno: soliti riti mattutini di lavaggio e colazione e partiamo in leggera salita alla volta di Lava Tower. Il paesaggio si fa sempre più desertico e superati i 4000 m di quota la vegetazione diventa praticamente assente. Anche l’ossigeno inizia a rarefarsi e le guide ci consigliano di procedere “pole pole” nonostante ci sentiamo ancora pieni di energie. E’ importante procedere con passo regolare per permettere al fisico di abituarsi alla quota, senza incorrere nei tipici sintomi di mal di montagna. Il tempo cambia all’improvviso e appena ci troviamo vicini all’Arow Glacier, dense nubi avvolgono la vetta del Kili. Raggiungiamo la propaggine rocciosa di Lava Tower e sfruttando quest’occasione non mi perdo l’opportunità di fare la facile scalata alla cima (F+) posta a quota 4680mslm. Non siamo mai stati così in alto in vita nostra! Dopo un breve ristoro iniziamo la discesa verso Barranco Hut in una bellissima vallata cosparsa di enormi seneci. Oggi è stata dura avendo camminato per 16 km, 1100m D+ e 930m D- ad una quota quasi sempre superiore a 4000mslm. Il Barranco si trova in una posizione incredibile, su una terrazza sospesa a quasi 4000m ai piedi di maestose pareti verticali di scura roccia magmatica. il sentiero che faremo l’indomani solca la montagna sul lato destro di questa imponentie falesia mentre la sagoma del Kili si protrae sulle nostre teste in tutta la sua grandezza. Chiara ha un po’ di mal di testa dovuto, forse, alla discesa affrontata troppo velocemente ma una buona cena ed un po’ di riposo la rimettono in sesto.&lt;br/&gt;Quarto giorno: saliamo il ripido sentiero sul lato delle falesie fra lunghe attese causate da alcuni passaggi obbligati dove i trekkers si perdono in ridicoli movimenti di scalata. Cerchiamo di superare il folto gruppo davanti a noi per riuscire a procedere indisturbati col nostro ritmo. E’ impressionante vedere la velocità e l’agilità con cui i portatori, coperti letteralmente dai loro carichi, risalgono la montagna per raggiungere ed allestire il campo successivo. Sono pagati solo poche decine di dollari per affrontare una dura settimana di lavoro ma il sorriso traspare sulle loro facce anche nei momenti di fatica.&lt;br/&gt;Filippo “wild”</description>
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      <title>Trent’anni di un selvaggio cinghiale</title>
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      <pubDate>Mon, 22 Aug 2011 08:48:19 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Voci/2011/8/22_Trentanni_di_un_selvaggio_cinghiale_files/DSCN2647-filtered.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Media/object000_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:132px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;13 agosto 1981, nell’ospedale di Ceva (CN), vedo luce per la prima volta nella mia vita.&lt;br/&gt;22 agosto 2011, a distanza di 30 anni, sempre in provincia di Cuneo, mi trovo in sella alla mia MTB ed in compagnia di cari amici per festeggiare l’ingresso nella mia terza decade di vita: la maturità!&lt;br/&gt;Ed alle 8:00 partire da Sant’Anna di Bellino, in terra occitana, una delegazione congiunta di CinghiaALPinisi e Cicloalpinisti alla volta di un giro “a la carte”, un giro di quelli che ti ricorderai per tutta la vita.&lt;br/&gt;Non si ricorderà di certo per i soli 33 km di lunghezza, né per i 2200 m di dislivello ma garantisco che resterà impresso nella mente di chiunque lo ripeterà per la bellezza dei luoghi attraversati, per la purezza della traccia 0% b....e (manco voglio nominarlo!!!), 8% strada sterrata, 92% di stretto e duro sentiero.&lt;br/&gt;Una buona percentuale di cammalage in salita alternata a stupendi tratti tosti ma pedalabili, discese da urlo per tutti i gusti ed ambienti mozzafiato.&lt;br/&gt;Direi, senza dubbi, uno dei più bei regali che abbia mai ricevuto, sicuramente il più bello, in compagnia dei miei amici per festeggiare questo salto negli “...enta” che spero mi ragaleranno tante, tante e ancora tante emozioni in alta montagna!&lt;br/&gt;Per la descrizione + dettagliata del percorso vi rimando al BabHaund-Robobo’s CICLOALPINISTICO sito &lt;a href=&quot;http://www.cicloalpinismo.com/&quot;&gt;www.cicloalpinismo.com&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;Un grazie ancora a Bobo, Braccuzzo, Michele (Adelasiadreaming), Valter, The President (GP) e anche se ci ha tradito in cinghialmente nostro Enri le fou!&lt;br/&gt;alla prossima....&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Filippo “wild”</description>
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      <title>6 colli fra Stura, Maira ed Ubaye</title>
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      <pubDate>Tue, 9 Aug 2011 22:59:10 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Voci/2011/8/9_Fra_Stura,_Maira_ed_Ubaye_files/DSCN2389_Pano.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Media/object001_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:132px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Maddalena, Gipyère d’Oronaye, Munie, Sautron, Portiolette, Mallemort.&lt;br/&gt;La partenza è prevista all’alba da Savona, per recuperare man mano, lungo il percorso verso la Valle Stura, i numerosi partecipanti all’escursione cicloalpinistica odierna.&lt;br/&gt;Il gruppo, capitanato dai mitici cicloapinisti Robobo e Babb-Hàund (alias Braccuzzo!), risulta essere di provenienza promiscua con la partecipazione di piemontesi, Cristian, Alain (Diego) e Stefano, Modoloale di Sanremo, Sborde-zena e la rappresentanza cinghialesca composta da me ed Enrilefou.&lt;br/&gt;Arrivati al colle della Maddalena ci rendiamo subito conto del forte vento che ci terrà compagnia per tutta la giornata. Il fondo è bagnato dai temporali del giorno precedente e l’aria è più che frizzante ma bastano pochi minuti di salita sul sentiero che porta al Col de la Gipière d’Oronaye per scaldare gambe e spirito.&lt;br/&gt;Un giro di esplorazione in quota che ci ha portato, attraverso tre vallate, a scavalcare ben sei colli di cui due inediti con non poco cammalage, anche a causa di alcune improvvisazioni di percorso, ripagati, però, da un ambiente mozzafiato e da alcuni splendidi sentieri su traversi panoramici e discese veramente divertenti.&lt;br/&gt;A breve la traccia GPS e la descrizione dettagliata del percorso....per ora godetevi queste immagini.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Filippo “wild”</description>
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      <title>Monsieur Le Paneyron</title>
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      <pubDate>Thu, 4 Aug 2011 22:11:04 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Voci/2011/8/4_Monsieur_Le_Paneyron_files/DSCN2238.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cinghialtracks.it/cinghialtracks/homeit/Media/object001_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:176px; height:132px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Le Paneyron&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’appuntamento è alle 19.00 di domenica 31 luglio al casello di Altare. Ma mai fidarsi degli appuntamenti del buon Wild...la puntualità non è il suo forte!&lt;br/&gt;Mezz’oretta dopo vedo avvicinarsi il duo Robobo/Wild a bordo della Bobomobile, mezzo superattrezzato per l’escursionismo a 360 gradi.&lt;br/&gt;In pochi minuti siamo pronti..le tre bici da battaglia sono già sul camper, la Canon Torque di Bobo, la Giant Reign di Wild e la mia Banshee Rune.&lt;br/&gt;Partiamo alla volta dell’arco alpino, una pizzetta per strada ci permette di fare una sosta e quattro chiacchere conciliate da un buon bicchiere di sangria ed una birra media mentre i nostri occhi restano vigili sulle amate e preziose “due ruote” a bordo del camper.&lt;br/&gt;Si riparte, destinazione Bersezio, presso la mountain-base di Enri che ci accoglierà per la notte. Bobo racconta..è una miniera di informazioni sulla montagna, conosce metro per metro tutte queste valli e ci narra storie ed aneddoti in continuazione...il viaggio pare durato un attimo.&lt;br/&gt;Enri arriva, ci fa accomodare, ci prepara la stanza come un’ottima massaia, e ci si ridà appuntamento per la mattina seguente ore 6.00.&lt;br/&gt;Spegniamo la luce..Bobo e io che siamo di leva siamo più vecchiotti e ci mettiamo un pò a riposare, Wild dopo 3minuti3 è caduto in un sonno profondo. Io tengo gli occhi spalancati fino alla mattina seguente, sarà l’aria di montagna che non mi è così familiare, saranno i troppi caffè, fatto sta che conto milioni di pecorelle senza esito alcuno. &lt;br/&gt;Mettiamo in tre la sveglia..non ne suona una! Arriva prima a svegliarci Enri, bello reattivo e brillante come sempre...è inevitabile non alzarsi di buonumore vedendo lui, sempre con un sorriso ed una battuta pronti per tutti!&lt;br/&gt;Partiremo giusto in tempo per essere in tempo al Col di Vars per l’appuntamento con Giorgio SBoarderZena, personaggio mitologico dello snowboard alpino che ci raggiungerà direttamente lì.&lt;br/&gt;Eccoci a St. Paul..scarichiamo le bici dalla Bobomobile e si parte!&lt;br/&gt;I miei tre compagni di avventura si allontanano ad un altro passo. Io cerco solo di adattarmi all’altura e di trovare la mia andatura a cavallo di questi 700mt di dislivello su asfalto.&lt;br/&gt;Finchè cerco di procedere al ritmo dei miei compari sento il mio cuore che pare di uscire dal petto...mi manca l’aria. Allora mi metto lì costante alla Cinghialtracks maniera, subisco l’umiliazione di vedermi superare da un paio di anziani con la bici da corsa mentre io annaspo con la mia full con gomme da 2’35 e lo zaino bello pieno di tutto il necessario per l’avventura in montagna.&lt;br/&gt;Raggiungo i ragazzi al rifugio del Col di Vars dopo qualche minuto. Ci aspettano dei caffè (un espresso francese, sigh, ma pur sempre un valido apporto di caffeina) belli caldi e dei pain au chocolat gustosi e carichi di energie.&lt;br/&gt;Dopo qualche minuto arriva SBoarder, facciamo le presentazioni di rito, c’è subito feeling, qualche controllo meccanico e finalmente ci aspetta lo sterrato.&lt;br/&gt;Si arranca verso il Col de la Serene, la strada è una bella mulattiera costante, basta trovare il ritmo giusto perchè la pendenza è abbordabile.&lt;br/&gt;Ci aspetta qualche tratto in pendenza con un bel singletrack in discesa tra gli abeti, poi dopo aver guadato qualche piccolo corso d’acqua torniamo a dedicarci alla salita.&lt;br/&gt;Il cielo non è terso ma la temperatura è perfetta per pedalare e l’aria mai troppo calda.&lt;br/&gt;Si fatica ma si ride e si scherza durante il tragitto, il panorama ci riempie l’anima, continua la scalata verso le vette, la vegetazione è sempre più rarefatta, le latifoglie sono sparite, sono poche anche le aghifoglie, mano a mano anche i prati tendono a diventare sempre più brulli.&lt;br/&gt;Troviamo la deviazione che porta al lac des neuf coleurs e al lac de l’etoile.&lt;br/&gt;Sbuchiamo su un vallone incredibile..un paesaggio lunare di mille tonalità di grigio. Lo risaliamo su uno stretto singletrack esposto su un pendio verticale alla nostra sinistra. Pedaliamo stando attenti a non toccare da nessuna parte nè il manubrio nè i pedali alla nostra destra per evitare di rotolare nel burrone alla nostra sinistra...&lt;br/&gt;Io, poco avvezzo a questi luoghi, procedo con cautela e lascio passare avanti i miei più esperti compagni di merende.&lt;br/&gt;Arriviamo in cima al vallone. Fantastico. Ne approfittiamo per riempirci gli occhi di quella magnifica visione e ci prendiamo una pausina mangiando qualcosa.&lt;br/&gt;Ci aspetta la salita alla “Cima Coppi” di oggi..se non sbaglio quota 2820mt.&lt;br/&gt;Una volta rifocillati ripartiamo. Ci aspetta una ventina di minuti di portage su un ghiaione scivoloso veramente insidioso. Per la mia prima volta di biker prendo in spalla la mia amata bici accomodandola tra capoccia e zaino. A passo lento e costante cerchiamo di guadagnare la vetta. Gli escursionisti ci guardano incuriositi come fossimo marziani..scattano foto alla carovana di strani bipedi con due ruote sulla testa.&lt;br/&gt;Arriviamo in cima, Bobo soffre per la sua schiena malconcia, il portage ha acuito il suo malessere ed ha bisogno di rifiatare un pò. Dall’alto vediamo il Lac des Neuf Coleurs, un piccolo cerchio blu come il cielo che pare un gioiello incastonato  nel grigio severo di queste montagne. Si va avanti in cresta..un fantastico susseguirsi di saliscendi in singletrack sulla “schiena del dinosauro”. Pendii scoscesi ai nostri lati e una stretta traccia da seguire tutta di un fiato senza distrarsi troppo e guardando avanti. Improvvisamente si apre sotto di noi la visione del lac de l’Etoile..uno specchio blu zaffiro che non può non emozionare. Wild tra creste e lago sfrutta al massimo la sua compattina Nikon...l’obiettivo imprigiona angoli incantati e ci divertiamo a trovare spot suggestivi per il ns fotografo ufficiale di giornata.&lt;br/&gt;Pedaliamo e ogni tanto spingiamo e camalliamo fino a conquistare quota 2785..Monsieur Le Paneyron! Tra abbracci e grida di giubilo abbiamo raggiunto il nostro obiettivo!!! Guardiamo intorno a noi, pare di essere sul tetto del mondo. Due alianti ci passano in continuazione sopra la testa..due volatili che solcano il cielo come fossero enormi aquile bianche.&lt;br/&gt;Si scende verso il col di Vars e si mischiano esaltazione ed adrenalina. Si vola sulla stretta traccia terrosa tra curve e semicurve..ogni tanto si galleggia sul ghiaione tra rapidi saliscendi divertentissimi tra rilanci continui. Wild è in estasi, Enri un imprendibile folletto che carva ogni curva e supera ogni ostacolo con salti e saltini, Bobo il solito maestro di nose press nonostante il freno davanti semi inutilizzabile. SBoarder ci guarda sorridente...forse sta pensando che lo snowboard non è l’unico attrezzo possibile per vivere a fondo la montagna mentre io rifletto con immenso piacere su chi nel frattempo sta impazzendo nel mio ufficio.&lt;br/&gt;Purtroppo la discesa è finita e torniamo al Vars. Ci aspetta una coca cola fresca e qualche altra cosa da mangiucchiare. Non possiamo perdere troppo tempo...ci aspetta un altro pò di dislivello sia in salita che in discesa verso St. Paul.&lt;br/&gt;Un ultima rampa costante ci porta alle batterie sopra il grazioso paesino francese. Abbiamo conquistato gli ultimi metri di dislivello in salita. Possiamo lanciarci giù per un pendio in un fantastico bosco di larici dove ci attendono un centinaio di tornanti a gomito. Bobo, il guru del tornante, fa da chioccia a Wild ed Enri che tentano di emularlo nel nose press con alterni risultati.&lt;br/&gt;Ma non si può dare troppo spazio allo studio ed all’esercizio quando ci si trova in un simile paradiso...entriamo in tornanti a gomito continui a cui si alternano poche decine di metri di traverso che poi riportano ad un altro tornante e così via....SPET-TA-CO-LO!!! non si può dire altro.&lt;br/&gt;Torniamo a St. Paul ci aspettano la squisita cortesia di una signora che ci serve in un alimentari francese pane, formaggio e birre fresche. Il tutto gustato a fianco ad una stalla.&lt;br/&gt;Forse gli animali si stanno chiedendo quali esseri sono giunti in prossimità tali da essere più maledodoranti di loro...&lt;br/&gt;Ci sediamo a un tavolo mangiando e assaporando il meritato relax e le birre come perfetta conclusione di una giornata meravigliosa ed indimenticabile tra risate, battute e aneddoti di questa epica cavalcata tra la terra e il cielo.&lt;br/&gt;Michele “AdelasiaDreaming”</description>
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